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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Codogno
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mwiqCodogno (mwigCudògn in mwiwdialetto lodigiano) è un mwjacomune italiano di mwjq15 646 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgprovincia di Lodi in mwkwLombardia.

È il comune principale del Basso Lodigiano ed è il centro di riferimento per un'area di circa mwlq90 000 abitanti.

Contents

Storia
Simboli
Musica
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Storia

L'insediamento parrebbe risalire alla penetrazione romana nella mwnqGallia Cisalpina forse con funzione di mwngaccampamento. Il nome Codogno, antica mwnwCothoneum, deriverebbe da quello del Console Aurelio Cotta, vincitore dei mwoqGalli Insubri che popolavano quelle terre. Si tratta comunque di una supposizione: la prima testimonianza certa dell'esistenza di Codogno risale soltanto al 997, quando il centro abitato viene citato in un diploma dell'Imperatore mwogOttone III. Pochi anni dopo, lo stesso Ottone III donò il feudo a un conte di nome Reglerio o Ruggero. Nell'XI secolo, comunque, Codogno divenne feudo del mwowvescovo di Lodi che l'amministrò fino al XV secolo. Secondo un'altra ipotesi il toponimo deriverebbe da quello del pomo "cydonio", o melo cotogno, frutto tipico del luogo.

Dopo la lunga giurisdizione dei vescovi di Lodi, nel 1441 mwpqFilippo Maria Visconti signore di Milano cedette Codogno alla famiglia Fagnani e successivamente (nel 1450) ai mwpgTrivulzio. Fu sotto il loro operato che mwpwFrancesco Sforza diede a Codogno il rango di borgo. All'epoca il centro aveva forte tensione autonomistica, con una propria vita commerciale, piccolo polo di attrazione per tutti i paesi limitrofi, tant'è che i codognesi si slegarono dalla realtà del territorio dei Trivulzio e chiesero di essere considerati piacentini, allo scopo di avere un mercato più libero e più ampio. Così, con un atto ratificato il 21 aprile 1492, i codognesi divennero cittadini di mwqaPiacenza, e vollero, a dimostrazione della propria gratitudine, la mwqqlupa capitolina, emblema comunale della città vicina, nel mwqgproprio stemma, legata con una catena d'oro all'albero di mele cotogne. Molti loro prodotti, infatti, trovavano collocazione sul mercato di Piacenza che i codognesi raggiungevano attraversando il mwqwPo, via di comunicazione privilegiata anche con mwraVenezia per l'accesso agli scali del Levante. Lì esportavano specialmente i prodotti caseari (non a caso a Codogno sorse la prima industria italiana del settore lattiero-caseario, la Zazzera, e successivamente la più rinomata mwrqPolenghi Lombardo), ma anche tele di lino e seta. Era quindi vantaggioso raggiungere quel mercato come cittadini, status che li esentava da ogni peso fiscale, tanto per le merci in vendita, quanto per quelle acquistate. Codogno rimase sotto la città di Piacenza per meno di 100 anni: dal 1492 al 1547, quando tornò direttamente sotto l'amministrazione di Milano, per evitare che quel borgo e il relativo contado venisse annesso dal nascente mwrgDucato di Parma e Piacenza dei mwrwFarnese.

L'inizio del XVI secolo fu caratterizzato dalle battaglie fra Francia e Spagna per l'occupazione dell'Italia (culminate con il saccheggio della città da parte del Duca di Borbone diretto a mwsqPizzighettone) e dalla peste del 1516, che arrestarono lo sviluppo del borgo. Nel 1524 la città fu dotata di fortificazioni e negli stessi anni fu eretta la chiesa parrocchiale di San Biagio.

Nel 1639 Codogno fu occupata dai mwtalanzichenecchi, che vi diffusero la peste. I residenti tuttavia pur ridotti di un quinto raggiunsero la soglia dei 6 500 garantendo alla città una fiorente e stabile ricchezza. L'affermata prosperità economica spinse i reggitori del borgo a chiedere l'emancipazione dalla servitù feudale. Alla morte del principe Antonio Teodoro Trivulzio, non avendo questi lasciato figli maschi, decisero di giurare fedeltà direttamente al sovrano, Carlo II. In seguito all'estinzione del ramo maschile della famiglia dei Trivulzio, il 6 giugno 1672, Carlo II con un diploma reale stabilì mwtqin perpetuo la loro libertà da ogni feudo; Codogno divenne infatti Regio Borgo.

Il 10 maggio mwtw1796 morì a Codogno il generale napoleonico mwuaAmédée Emmanuel François Laharpe, ucciso per errore, nell'oscurità, da un soldato del suo stesso esercito. In età napoleonica (1809-16) al comune di Codogno furono aggregate Gattera, Retegno e Triulza, ridivenute autonome con la costituzione del mwuqRegno Lombardo-Veneto. Gattera e Triulza furono riaggregate definitivamente nel 1869. In quegli anni, le cospirazioni prima e le guerre del Risorgimento poi trovarono numerosi e ferventi partecipanti: ben 283 codognesi furono volontari nelle guerre risorgimentali e dieci di essi vi trovarono la morte.

Codogno continuò a progredire fino ad assumere un ruolo importante nell'area milanese nella fine dell'Ottocento. Considerando come confini dell'area milanese quelli della vecchia mwuwProvincia di Milano (includendo, quindi, anche le attuali province mwvadi Lodi e mwvqdi Monza e Brianza, più il mwvgcircondario di Gallarate), Codogno era il quarto comune del territorio per numero di abitanti nei censimenti del 1861, 1871 e 1881, dietro alle città di mwvwMilano, mwwaMonza e mwwqLodi. Rimase nei primi 15 dell'area milanese fino al grande boom degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che portò i comuni attorno a Milano a incrementare notevolmente la loro popolazione.

Negli anni della mwwwseconda guerra mondiale, dopo i numerosi morti della mwxaprima, molti codognesi aderirono alla mwxqResistenza, e questo nonostante la vicinanza con il grosso centro fascista di mwxgPiacenza e la zona tatticamente difficile, dalla quale passavano i tedeschi in ritirata per lasciare l'Italia.

Nel 1955 Codogno ottenne il mwyatitolo di città soddisfacendo il desiderio che gli abitanti avevano già espresso a mwyqNapoleone Bonaparte oltre 150 anni prima, con una petizione del 5 ottobre 1796, che non aveva trovato allora favorevole accoglimento. Il 9 dicembre mwyg1957, nei pressi di Codogno, avvenne mwywun disastro ferroviario che provocò la morte di 15 persone e oltre 30 feriti. Nel 1992 il comune di Codogno è passato dalla mwzaprovincia di Milano alla mwzqprovincia di Lodi. Il codice ISTAT del comune prima della variazione era 015079, mentre il CAP era 20073.

Negli ultimi anni, la città è particolarmente ricordata nella Penisola per essere stata il territorio in cui venne identificato il mwzwprimo focolaio accertato in Italia di mwaaCOVID-19, risalente a mwaqfebbraio mwag2020.cite-ref-5[5]

Nel 2023 la città è stata dichiarata mwcaComune Europeo dello Sport 2023.cite-ref-6[6]

Simboli

Stemma

Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del mwfacapo del governo del 13 novembre 1930.cite-ref-acs-7-0[7]

«D'azzurro, alla lupa al naturale, passante sulla

pianura

erbosa di verde, collarinata e legata d'oro ad un albero di codonio al naturale, fruttato d'oro, nodrito sulla pianura. Ornamenti esteriori da Comune.

»

Nell'agosto del mwiw1492, desiderosi di estendere il loro commercio, i codognesi chiesero alla comunità di mwjaPiacenza di essere dichiarati cittadini di quella città, offrendo una certa somma in compenso del passaggio e del dazio delle mercanzie. Così Codogno, in senso di gratitudine, alleanza e fedeltà inserì nel proprio stemma, che rappresentava il mwjqmelo cotogno, la mwjglupa capitolina, emblema di Piacenza, legandovela con una catena d'oro.cite-ref-10[10]cite-ref-autogenerato2-11-0[11]cite-ref-aral-12-0[12]

Gonfalone

Il gonfalone è stato concesso con |decreto del presidente della Repubblica del 30 maggio 1956.cite-ref-acs-7-1[7]

«Drappo partito di verde e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma civico con l'iscrizione

centrata

in oro: "

Città di Codogno

". Le parti di metallo e i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del drappo alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati frangiati d'oro.

»

La Città di Codogno ha in uso un drappo di rosso, diverso da quanto concesso con DPR.cite-ref-13[13]

Onorificenze

Grande medaglia di bronzo di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)

«Al Comune di Codogno»


Regio Decreto 5 giugno 1910

Titolo di Città


Decreto del Presidente della Repubblica del 26 giugno 1955

Monumenti e luoghi d'interesse

Artisticamente la città presenta edifici di notevole interesse, sorti parallelamente allo sviluppo economico e agricolo, che già in passato aveva caratterizzato Codogno.

Vanno a tal proposito menzionati:

• la mwvachiesa parrocchiale di San Biagio (mwvq1511), il più importante edificio religioso, con il suo concerto di 9 (8+1) campane in Sib2 ottolina e l'organo Serassi costruito tra il XVIII e il XIX secolo. Vi sono conservati, fra gli altri dipinti, una mwvgNatività di impronta leonardesca, del XVI secolo, forse di Bernardino Luini, nonché dipinti dei Piazza, del Crespi, del Morazzone e del Procaccini;
• la mwwachiesa di Santa Maria delle Grazie, già "chiesa dei Frati", consacrata nel 1626 e costruita su progetto dell'architetto Marco Antonio Barattieri;
• la mwwgchiesa dei Santi Teodoro e Paradiso, detta "del Cristo", progetto dello stesso architetto Barattieri;
• la chiesa di San Giorgio;
• il mwxwneoclassico ospedale civile (mwya1779-mwyq1781);
• i palazzi Trivulzio e Lamberti;
• il cimitero monumentale;
• numerose ville in mwzqstile Liberty e neomedievale, tra cui la mwzgvilla Biancardi, dell'architetto mwzwGino Coppedè;
• passerella ferroviaria pedonale a due rampe e cinque campate in stile Liberty, progettata dall’ing. Cesare Jonghi Lavarini (mw0q1921).

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-16[16]

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2019 gli stranieri residenti a Codogno con regolare permesso di soggiorno erano mw2w2 021, pari a circa il 12,6% della popolazione. Le nazionalità più rappresentate erano:cite-ref-stranieri-17-0[17]

1. Marocco, 504
2. Romania, 369
3. Albania, 180
4. Egitto, 144
5. Senegal, 82
6. Cina, 70
7. India, 75
8. Perù, 69
9. Nigeria, 59
10. Pakistan, 52

Cultura

Istruzione

Hanno sede a Codogno i licei classico, linguistico e scientifico e gli istituti tecnici agrario, commerciale e per geometri e un istituto professionale a indirizzo industriale.

A Codogno ebbe sede il Collegio Ginnasio Ognissanti, punto di riferimento della zonacite-ref-18[18] che ha avuto come antecedente l'istituto sorto nel 1792 quando fu laicizzato il precedente Seminario fondato nel Seicentocite-ref-19[19] Vi era inoltre un Collegio femminilecite-ref-20[20].

Biblioteche e musei

Il Museo Cabriniano è posto all'interno del "Centro di spiritualità S. Francesca Saverio Cabrini".

La pinacoteca, comprendente anche la raccolta d'arte Carlo Lamberti, si trova nel seicentesco Palazzo Lamberti.

La biblioteca civica (XIX secolo), possiede un incunabolo e alcune cinquecentine. L'archivio comunale, conservato presso l'edificio municipale, comprende anche gli archivi dei comuni soppressi di Gattera con Maiocca e di mw9qRegina Fittarezza. Conserva un'ampia documentazione che va dal 1495 al 1949, interamente ordinata, che comprende gli atti dell'attività amministrativa e finanziaria, e documenti relativi alla vita sociale, economica e culturale della città. Tra questi, la serie sullo stato della popolazione, quelle relative alla sicurezza pubblica, alla sanità e all'assistenza ai bisognosi, all'istruzione, i documenti sulle attività produttive e commerciali e quelli sull'edilizia pubblica.

Musica

La vita musicale locale vanta una floridezza che pochi centri lombardi hanno avuto nel corso dei secoli dal Seicento al Novecento: il mw-aterminus ad quem degli anni sessanta del XX secolo è un punto fermo decisivo a causa dell'abbattimento per speculazione edilizia del Teatro Sociale, maggior perno della vita musicale locale. Il Teatro veniva scelto da primarie compagnie (anche del Teatro alla scala di Milano) per la rappresentazione di opere liriche e melodrammatiche spesso ancor prima della "prima". Già dai primi decenni del Seicento si ebbe una fioritura di musicisti di fama quali Francesco Ugoni e altri autori di madrigali e villanelle per formazioni corali. Anche la musica strumentale (per chitarra solista o "ensemble"; o per archi) godette di una certa fortuna nel XIX secolo. La ricostruzione del panorama pressoché completo del composito quadro si deve al musicologo M.G. Genesi, mediante una fitta serie di pubblicazioni sulla storia teatrale e accademica.

Geografia antropica

Secondo lo mw-wstatuto comunale, il territorio comunale comprende le frazioni di mw-aMaiocca e mw-qTriulzacite-ref-21[21]. Secondo l'mwaqiISTAT, il territorio comunale comprende il mwaqmcentro abitato di Codogno, le mwaqqfrazioni di mwaquMaiocca e mwaqyTriulza, e le mwaqclocalità di Catanzino, Cucca e Sigolacite-ref-22[22].

Economia

Una parte del panorama economico di Codogno è tuttora rappresentato dall'agricoltura, che vanta oltre una sessantina di aziende, che per lo più coltivano cereali, ortaggi e foraggi. Son presenti anche allevamenti bovini, suini e, in misura minore, equini.

La maggiore attività di Codogno è stata, fin dall'epoca medioevale, quella casearia, che ebbe il suo prodotto principale nel mwaq8formaggio grana. I documenti di storia locale dicono che l'esportazione annua, nel mwariXVII secolo, arrivava a circa mwarm40 000 forme, equivalenti a mwarq1 100 tonnellate.

Codogno si impose dunque come la capitale del formaggio di grana e fu anche la prima città d'Italia a esportarlo all'estero, quando l'imperial regio governo austriaco volle mandare in mwaryBrasile una nave carica dei prodotti più rappresentativi dell'impero asburgico.

A Codogno sorse nel mwarg1880 la prima industria italiana del settore lattiero-caseario, la Zazzera, e quindi la mwarkPolenghi Lombardocite-ref-autogenerato2-11-1[11].

Oggi anche l'attività del secondario è fiorente, con la presenza di importanti industrie di medie dimensioni operanti nei comparti alimentare, tessile e dell'abbigliamento, metalmeccanico, di fabbricazione di apparecchi elettrici, automobilistico (accessori per auto), edile, chimico, della stampa; si producono, inoltre, vetro, articoli in gomma e plastica e in legno.

Numerose aziende e industrie manifatturiere sono e sono state presenti a Codogno: c'è il caso singolare della ditta Felisi (manifattura tessile per decorazioni e stemmi), che prese vita nel 1911: l'azienda fu fortemente legata al volere della santa Francesca Cabrini: si crearono infatti le sinergie fra l'azienda e la Congregazione religiosa: prestavano lavoro infatti nell'azienda sia le religiose sia le ragazze orfane appartenenti all'Istituto.

Fu famosa pure la ditta Mario Polenghi (industria metalmeccanica di precisione), che in tanti anni di attività produsse ciclomotori (il "Polenghino"), valvole, e pure componenti bellici durante i conflitti.

Nelle vicinanze di Codogno vi fu un importante sito di produzione chimica che fu del Gruppo mwasiMontedison.

La fiera autunnale di novembre è una rassegna zootecnica-agricola di importanza nazionale la cui prima edizione si celebrò nel mwasq1791cite-ref-autogenerato1-23-0[23].

Infrastrutture e trasporti

Strade

Le principali strade che lambiscono Codogno sono la mwaswstrada statale 9 Via Emilia e la mwas0strada provinciale ex SS 234 Codognese, che funge da tangenziale del centro abitato.

Nelle vicinanze di Codogno transita inoltre l'mwas8autostrada A1; l'uscita più vicina in direzione mwataMilano è quella denominata "mwateCasalpusterlengo-mwatiOspedaletto Lodigiano", posta nel territorio comunale di mwatmOspedaletto Lodigiano, alcuni chilometri a ovest della città, mentre l'uscita più vicina in direzione mwatqBologna è quella denominata "Basso Lodigiano", posta nel territorio comunale di mwatuGuardamiglio.

Ferrovie

La mwatwstazione di Codogno, risalente al mwat01861, è posta sull'importante mwat4ferrovia Milano-Bologna e, assieme alla mwat8stazione di Casalpusterlengo è punto d'incrocio con la mwauaferrovia Pavia-Mantova, di interesse locale. La stazione è servita principalmente da mwauetreni regionali che effettuano la tratta mwauiMilano Greco Pirelli/mwaumCertosa-mwauqPiacenza e mwauuRegionale Veloce che effettuano la tratta mwauyMilano Centrale-mwaucBologna Centrale, come pure la frequentata linea Milano-Mantova, e con un collegamento Milano-Pisa.

Il territorio comunale è lambito dalla mwauklinea ad alta velocità Milano-Bologna, costruita in affiancamento all'mwauoautostrada A1.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1946 | 1947 | Paolo Gnocchi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1947 | 1956 | Emilio Bignami | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1956 | 1970 | Ermanno Santelli | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1970 | 1975 | Giovanni Ferrari | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1975 | 1976 | Luigi Morisi | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1976 | 1985 | Gianluigi Pandolfi | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1985 | 1990 | Ermanno Santelli | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1990 | 1995 | Giovanni Pagani | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1995 | 1996 | Alessandro Fiammenghi | Partito Popolare Italiano | Sindaco | |
| 1996 | 2001 | Adriano Croce | Forza Italia | Sindaco | |
| 2001 | 2006 | Adriano Croce | Forza Italia | Sindaco | |
| 2006 | 2011 | Emanuele Dossena | Alleanza Nazionale Il Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 2011 | 2016 | Vincenzo Ceretti | Lista civica ( centrosinistra ) | Sindaco | |
| 2016 | in carica | Francesco Passerini | Lega Nord | Sindaco | |

Fonte:cite-ref-24[24]

Gemellaggi

• mwavySolagnacite-ref-25[25]

Sport

In città hanno sede tre società calcistiche, l'mwav0R.C.Codogno 1908 (che prese parte alla prima mwav4Coppa Italia nel mwav81922), la Polisportiva San Biagio e la Polisportiva San Luigi.

Tra le società sportive principali della città vi sono il mwaweBaseball Codogno, vincitore del Campionato di mwawiSerie A nel mwawm1976, campioni d'Italia juniores nel 1982 e vice campioni d'Italia di serie A federale nel 2010 e stella di bronzo nel 2009. La squadra gioca le partite interne in uno stadio per partite internazionali di mwawqbaseball, che ha ospitato le nazionali di Cuba, Taiwan, Italia, Francia, Spagna e Germania.

La città ospita la sede operativa della società di pallacanestro mwawyAssigeco Piacenza, militante nel campionato di Serie A2.cite-ref-26[26]

Il Rugby Club Codogno, fondato nel 1969, a cavallo fra gli mwawwanni settanta e mwaw0ottanta prese parte al torneo internazionale a sette di mwaw4Neuchâtel in Svizzera. Disputa le gare interne in un proprio stadio di rugby.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaxcmwaxgmwaxkBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaxodemo.istat.it, mwaxsISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwax8mwayamwayeClassificazione sismica (mwayimwaymXLS), su mwayqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaygmwaykmwayoTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaysmwaywPDF), in mway0citerefmway4Leggemway8 mwaza26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwazeAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwazi 151. mwazmURL consultato il 25 aprile 2012 mwazq(archiviato dall'mwazuurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-43. mwazkmwazomwazsCopia archiviata, su mwazwcomune.codogno.lo.it. mwaz0URL consultato il 24 gennaio 2021 mwaz4(archiviato dall'mwaz8url originale il 28 giugno 2022).
cite-note-55. mwaamAlessandra Corica, Oriana Liso e Mauro Rancati, mwaaqmwaauCoronavirus, i contagi nel Lodigiano sono 15: i primi sono un 38enne di Codogno e sua moglie. In isolamento 250 persone, su mwaaymilano.repubblica.it, 21 febbraio 2020 mwaac(mwaagarchiviato il 7 marzo 2020).
cite-note-66. mwaawmwaa0mwaa4Codogno 2023 Comune Europeo dello Sport Coronavirus, su mwaa8comune.codogno.lo.it.
cite-note-acs-77. mwabumwabymwabcCodogno, su mwabgArchivio Centrale dello Stato.
cite-note-statuto-84. mwab4Comune di Codogno, mwab8mwacaStatuto comunale (mwacemwaciPDF), art. 1.1.3.
cite-note-95. mwacyGoffredo di Crollalanza, mwaccEnciclopedia araldico-cavalleresca, Pisa, 1876-77, p.mwacg mwack233 . mwacs«D'azzurro, alla lupa passante al naturale, attraversante sul tronco d'un cotogno di verde, fruttifero d'oro, fustato al naturale e terrazzato di verde.»
cite-note-1010. mwac8mwadamwadeLo stemma comunale, su mwadiComune di Codogno. mwadmURL consultato l'8 settembre 2024.
cite-note-autogenerato2-1111. mwadkmwadomwadsLa storia di Codogno, su mwadwCodognoOnLine, I comuni del basso lodigiano. mwad0URL consultato il 5 marzo 2008 mwad4(archiviato dall'mwad8url originale il 17 marzo 2008).
cite-note-aral-1212. mwaemmwaeqmwaeuCodogno, su mwaeyAraldica Civica. mwaecURL consultato il 1º novembre 2021.
cite-note-1313. mwaesmwaewmwae0Bozzetto del gonfalone del Comune di Codogno, su mwae4ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mwae8URL consultato il 22 settembre 2024.
cite-note-146. Regio decreto del 5 giugno 1910 mwafmche approva gli annessi elenchi degli enti e delle persone ai quali vennero conferite medaglie ed attestazioni di menzione onorevole per l'opera da essi data in occasione del terremoto del 28 dicembre 1908, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia mwafqn. 131 (straordinario) del 5 giugno 1910
cite-note-157. mwafgmwafkmwafoDecreto relativo al titolo di Città – 26 Giugno 1955 (mwafsmwafwPDF), su mwaf0Comune di Codogno.
cite-note-1616. Dati tratti da: mwagemwagimwagmmwagqmwaguPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwagymwagcPDF), su mwaggebiblio.istat.it, mwagkISTAT. mwagomwagsmwagwmwag0Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwag4esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-stranieri-1717. mwahmmwahqmwahuCittadini Stranieri 2019 - Codogno (LO), su mwahytuttitalia.it. mwahcURL consultato il 5 marzo 2020.
cite-note-1818. mwahsmwahwmwah0Comune di Codogno, su mwah4www2.comune.codogno.lo.it. mwah8URL consultato il 12 aprile 2012 mwaia(archiviato dall'mwaieurl originale il 4 giugno 2006).
cite-note-1919. mwaiumwaiymwaicScuola Secondaria Ognissanti, su mwaigIstituto Comprensivo di Codogno.
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.codogno.lo.it.
• citerefsapere-itCodógno, su sapere.it, De Agostini.
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